mercoledì 21 marzo 2012

Ristorante Joia - Milano

Ci sono cucine che vanno assaggiate per allargare i propri orizzonti, perchè partono da premesse sociali e culturali diverse dalle nostre, a volte queste premesse arrivano da paesi esotici a volte nascono semplicemente da un modo nuovo di intendere la cucina.

Il ristorante Joia di Milano dello Chef Pietro Leemann offre ai suoi clienti un punto di vista completamente nuovo con cui accostarsi alla cucina e ai suoi piatti.

Una cucina creativa e responsabile che sicuramente non vi puó lasciare indifferenti che parte dai principi vegetariani per sviluppare un progetto veramente innovativo, i piatti che assaggerete al Joia difficilmente potrete assaggiarli altrove.

 Noi ci siamo andati per festeggiare il nostro anniversario e abbiamo optato per uno dei menu degustazione proposti dal ristorante.

Il menu scelto si chiama "La Scoperta" e offre un buon percorso per iniziare a conoscere la vasta filosofia culinaria di Pietro Leemann. 

Prima di iniziare la cena ci viene portato un piatto, il "Finto uovo" un tuorlo tondo con un germoglio adagiato delicatamente sopra e che ricorda come forma uno spermatozoo. Un buon biglietto da visita per una cena ricca di sorprese anche visive.

La cena si apre con "L’uovo apparente"un uovo di topinambur, scorzonera e fonduta di cavolo rosso profumata con scorza di limone. Il sapore è buono, molto delicato e il tuorlo arancione al suo interno stupisce.

Segue la zuppa intitolata:"Omaggio a Gualtiero Marchesi", una crema di patate con pesto di nocciole piemontesi, cavolini di Bruxelles, schiuma di tartufo pregiato di Norcia, chips viola e foglie di menta. Un passaggio dal morbido vellutato della crema, all'etereo carico di sapore della schiuma di tartufo per finire sul croccante delle chips di patate viola, un'esperienza per il palato fra consistenze diverse.

Il primo si chiama"Evoluzione nella conoscenza" ed è una lasagna croccante con pesto di sedano verde, cavolo rosso e verza, salsa avvolgente di topinambur. Più strati di pasta realizzata con vari ingredienti, fra i quali c'è anche il carbone vegetale, una portata sostanziosa e con un interessante mix di sapori dal dolce all'amaro.

"Maggese" è il secondo realizzato con shitaké, avocado, sedano verde, patate viola e zucca, pesto di sedano verde e spuma soffice di finocchietto. Questo piatto dedicato al periodo di riposo delle terra è quello dall'aspetto e dal sapore più semplice fra quelli proposti durante la nostra degustazione anche se si fa notare per la particolare profumazione di liquerizia spennellata sui bordi del piatto.

Per finire in bellezza i dolci.  
"Gong" per Eleonora, un tentativo di esperienza culinaria ed uditiva, dei vermicelli di castagne con spuma vaporosa di latte e crumble di riso, salsa di bacche di olivello, lamponi e vaniglia serviti all'interno di un vasetto di conserva. Un dolce buono, particolare ma non stucchevole e abbondante come porzione.

Io da bravo goloso mi sono invece gustato il "Ricordo", un soufflé di gianduiotto, latte ridotto e mandorle in gelato, bavarese di latte, lamponi e Plasmon, spuma soffice al miele e alle mele cotogne. Un dolce che ci fa tornare bambini fra i sapori e la presentazione che si fa ricordare per la sua simpatia.

Il caffè arriva in compagnia di qualche dolcetto che testimonia ancora una volta l'attenzione per il cliente da parte del ristorante.Tocco finale di una serata in compagnia di un servizio impeccabile, cordiale e sorridente.

Un totale di circa 160€ per le due degustazioni , un tris di vini medio corpo, fra cui un vino dell'Oltrepò Pavese, un calice di vino rosso e l'acqua.

Un ristorante che vi consigliamo caldamente di provare almeno una volta nella vita, perchè è un'esperienza culinaria,olfattiva, visiva e uditiva e dove tutta l'attenzione è concentrata sui piatti, ne è testimonianza l'ambiente elegante ed estremamente sobrio che non distrae dalla cucina che è la vera protagonista.

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